Federico Zuliani, Travelling South, Milano, Lampi di Stampa 2008
L’editore “lampi di stampa”, che si definisce «leader italiano nel print on demand», mi invia la prima raccolta di poesie del giovane Federico Zuliani, nato a Milano nel 1983. Laureato in Storia del Rinascimento, ha vissuto a partire dall’adolescenza lunghi periodi in Argentina, Scandinavia e in Asia. A proposito della sua raccolta si può parafrasare Seneca, il quale durante l’esilio scriveva che tutto il mondo era la sua casa. Zuliani, infatti, non ha “luogo” se non l’intero pianeta e questo rappresenta una condizione che molti giovani oggi stanno sperimentando durante l’età “globalizzata” mediante l’assimilazione di culture diverse. Ma contemporaneamente sotto i suoi versi si avverte il prezzo di questo ampliamento di orizzonti: la precarietà delle radice, il vivere continuamente in viaggio, l’intrecciare relazioni fuggevoli, il passare da dogana in dogana: «Nel momento in cui il lutto diventa vivo / il fardello più duro da portare fra tutti / è il cambio in corsa del proprio sistema metrico». In transitu vivimus. I ricordi sono chiamati a conferire l’unità di un’esperienza che per molti versi si configura come esilio: «Un giorno scriverò anch’io dei Tristia» (Giuliano Ladolfi).
