Riapre il blog di Atelier. O meglio: apre un nuovo blog di Atelier. La fortunata/sfortunata esperienza (dipende dai punti di vista) dello spazio aperto e chiuso nel 2005 viene così facilmente replicata ? No, la risposta non lascia dubbi. Nulla si replica, nulla si distrugge, ma come verrebbe a volte da dire, del blog, come del maiale, non si butta via mai niente. Rinasce semplicemente e nell'immediato l'esigenza di condividere, allargare il materiale di una rivista; sempre più forte è avvertita la necessità di riaprire una discussione su quanto oggi non è discusso, non si sente e non si trova. Si potrebbe dire che è legittimo per una rivista avere un blog d'appoggio, ma non è questo il punto. Non si tratta di aggiungere altre parole nude al già cospicuo flusso di cui si nutre la rete tutta intorno alle scritture. Si tratta oggi di tentare di aggiungere riflessione, consapevolezza e valore aggiunto al testo, lavorando per fare in modo che la flessibilità, la velocità e la maneggevolezza di uno strumento blog possano essere la sede dove comincia a configurarsi una qualità che sia invariante rispetto a tutto: all'autore, alle condizioni, ai partecipanti e al tempo. L'auspicio è perciò che ci si trovi qui come ci si trova da qualche altra parte con i contenuti in mano, ma capaci di non lasciarli andare senza prima averli letti, ripassati ed espansi se possibile. L'augurio è invece quello di leggere sempre più voci e sempre maggiore qualità. Cercasi allora disperatamente, più che Ramona, un contatto aperto, non necessariamente serio o serioso, che sappia scoprire il lato in ombra di ogni scrittura, di ogni suo vivente aspetto.
