Paolo Lagazzi, La casa del poeta, Milano, Garzanti 2008
Il fascino della lettura di questo lavoro va individuato nella particolarità del genere letterario, posto tra la biografia e la celebrazione. Per ventiquattro estati, infatti, l’autore si è inerpicato lungo la strada che da Parma conduce a Casarola, dove abitava Attilio Bertolucci. La rievocazione dell’amico maestro sfugge ad ogni sentimentalismo e si colloca in una ricostruzione della personalità del poeta, colto nella vita privata, ne delinea aspetti inediti e talvolta in contraddizione con l’immagine ufficiale.
I luoghi, le persone, gli oggetti, i paesaggi, la conversazione stessa sono riportati attraverso il filtro bertolucciano: sembra che l’autore della Camera da letto abbia fornito i filtri attraverso cui leggere la realtà. Lo testimoniano non solo le citazioni, ma soprattutto i «luoghi testuali» che lo studioso si ingegna a rintracciare. Casarola si pone come chiave di comprensione dell’universo poetico di Bertolucci: «Fra tutti i luoghi d’aria di cui si alimenta il soffio della poesia contemporanea, fra tutti i nomi che costellano l’ideale mappa del tesoro poetico novecentesco, la Casarola di Bertolucci è uno dei più arcani e splendenti». L’indagine compiuta nella memoria si propone nel testo come un saggio ermeneutico finalizzato a conferire splendore e profondità alla poesia bertolucciana, a quella poesia che apparentemente chiara e semplice, nasconde spessore e profondità di significati.
Il testo appare, quindi, come un tributo di riconoscenza e di devozione verso una personalità che ha saputo disseminare di visioni poetiche un luogo appartato, dimostrando che la poesia, la grande poesia, non dipende dalla collocazione geografica, ma dall’intensità dello sguardo umano (Giuliano Ladolfi).
Sempre in seguito al mutamento della rivista cartacea, sulle pagine del blog apre anche la rubrica Biblio, che raccoglierà le note critiche sui testi che vengono inviati alla redazione. Dal primo numero del 2009, l'omonima rubrica della rivista cartacea cesserà di esistere per dare più spazio on line alle letture dei testi ricevuti e commentati. A tutti sempre buona lettura.
m.o.
La poesia di Letizia Dimartino possiede il passo della sobrietà, concetto che non va confuso con la lentezza, ma va assimilata al ritmo contrario alla frenesia e alla fretta «che l’onestade ad ogn’atto dismaga» (Dante), alla capacità di riflessione, parola da intendere nel senso fisico dello specchio che riproduce l’immagine («Città capovolta la gola secca gli occhi schiariti / Attendi, ti prego, / il passo lento, l’incerto del corpo / in una notte senza sapore»). E proprio in questo atto sta la forza poetica di chi cerca con ogni mezzo di dominare la ferita di una passione che ha sconvolto la vita: «ma tu dormi, / fuori strade di ghiaccio di fango».
La città non ammette presenze umane « è un senso di questo niente / che ormai conosciamo». Come in Camillo Sbarbaro è solo urbs, non civitas, e tale disarticolazione dalla vita, dall’energia, dalla forza si presenta come emblema della reificazione dei rapporti relazionali, i quali giungono al livello dell’inanimato: «Ti dico invece che fuori / è sempre notte / la tua voce è lontana / e la città solitaria / te ne sei andata senza dirmi niente». Come nelle Muse inquietanti di De Chirico, il quadro delineato dalla poetessa respira solitudine, assenza, sconcerto: « è un nome svanito / la città che oggi vedo».
A seguito dell'uscita del numero 51, come spiegato nell'editoriale qui sotto di recente inserito, dal 2009 Atelier dedicherà meno spazio alle Voci e l'omonima rubrica della rivista sarà dedicata ad una più attenta lettura dei singoli autori, il cui numero sarà senz'altro inferiore rispetto a quanto siamo sin qui stati abituati a riscontrare sulle pagine del trimestrale. Come conseguenza «Voci» si sposta come luogo integrativo su queste pagine on line, con l'auspicio che il maggiore spazio qui dedicato agli autori abbia anche valore dialogico e di confronto, cosa non propria della pubblicazione su carta, da ora in poi dedicata ad ospitare proposte più accurate ed approfondite. Ci auguriamo quindi che le voci qui presentate possano in qualche modo coinvolgere il lettore del blog come e più di quello della rivista cartacea, invitandolo ad intervenire, commentare e discutere, senza però sminuire l'attenzione al testo. A tutti buona lettura.
m.o.