Andrea Garbin ha selezionato come verso il nono proposto da Annamaria Ferramosca, distribuendo la situazione come segue:
Persi nel lento evolvere dei tristi, gli animali finti (verso di partenza)
ma non finita l'anima che abbocca, le figure sole (Silvia Molesini)
s'infrangono a poca distanza dall'estate (Alessandro Assiri)
abbracciano la raccolta e l'incertezza (Santi Spadaro)
di profili liquefatti negli specchi. (Liliana Zinetti)
Capita che il cielo si dilati (Roberto Ceccarini)
e capita che un mondo oltremodo cresca: (Silvia Molesini)
con passi di disagio separo le sue stanze (Michela ?)
sulla linea del limite, l'una nell'altra, con le porte aperte (A. Ferramosca)
Si gioca ora per il decimo verso, arbitrato a chiunque si proponga (magari se non è già stato arbitro).
Si sta allestendo l’iconografia
di massimi scrittori e presto anche
dei minimi. Vedremo dove hanno abitato,
se in regge o in bidonvilles, le loro scuole
e latrine se interne o appiccicate
all’esterno con tubi penzolanti
su stabbi di maiali, studieremo gli oroscopi
di ascendenti, propaggini e discendenti,
le strade frequentate, i lupanari se mai
ne sopravviva alcuno all’onorata Merlin […]
E. Montale
I poeti sopravanzano da tempo il numero dei lettori di poesia. I critici ricevono più libri di quelli che leggeranno. Le città registrano ogni sera svariati eventi culturali in contemporanea. Le cassette postali delle riviste grondano di proposte e di richieste di confronto. I direttori di collana hanno la possibilità di scegliere solo un numero esiguo di opere da pubblicare rispetto alla quantità di quelle che pure meriterebbero la stessa sorte. Ogni settimana si elegge l’autore dell’anno, ogni anno il più bel libro del decennio. Dalle antologie escono a frotte promesse letterarie pronte a stiparsi in un terribile imbuto, ignari della mattanza che le attende. Ogni pagina di un passo esegetico (ma un terzo del foglio spetta alle note) distilla decine e decine di libri ricordati in bibliografia. La blogosfera è già una Napoli virtuale, intasata di spazzatura. Per ogni scrittore italiano ne traduciamo dieci stranieri.
Siamo arrivati alla scelta del nono verso. Silvia Molesini in qualità di arbitro ha scelto un verso a firma di Michela, di cui però non conosciamo il cognome. Ecco qui la sinossi completa:
Persi nel lento evolvere dei tristi, gli animali finti (verso di partenza)
ma non finita l'anima che abbocca, le figure sole (Silvia Molesini)
s'infrangono a poca distanza dall'estate (Alessandro Assiri)
abbracciano la raccolta e l'incertezza (Santi Spadaro)
di profili liquefatti negli specchi. (Liliana Zinetti)
Capita che il cielo si dilati (Roberto Ceccarini)
e capita che un mondo oltremodo cresca: (Silvia Molesini)
con passi di disagio separo le sue stanze (Michela ?)
E' sempre aperta su base volontaria la candidatura all'arbitrato. Grazie a tutti.
Il 21 Marzo è la Giornata Mondiale della Poesia, bene, evviva. E gli altri 364 giorni dell’anno ? Eh: gli altri 364 giorni dell’anno sono cacchi amari. E allora vale la pena fare una scorpacciata di Poesia per 24 ore e poi digiunare sempre ? Io non credo. Come non credo che sia una grande conquista per le donne la festa dell’8 Marzo, soprattutto se si passa a riempirsi gli occhi di spogliarellisti unti e marmorei mentre a casa il marito obeso le attende incapace di cuocere due uova o stirarsi una camicia e magari pronto a ragionare solo col bastone. Sai che conquista.
Per la Poesia è lo stesso, il rischio è di creare una piccola riserva dove mantenere esposti gli ultimi esemplari di una specie protetta in via d’estinzione sostiuita da una folta schiera di surrogati che non sono nemmeno lontanamente in grado di dare alla maggior parte delle persone un’idea concreta di cosa sia la Poesia o che ancora una volta si rivolgono a modelli lontani, rimasti in una sorta di limbo di lontani ricordi scolastici.
Il lavoro della Poesia, del fare Poesia e del proporre Poesia è come sempre un altro, più difficile ma anche più gratificante, quello di trattare una materia per quello che realmente è, con le evidenze che ogni giorno ci sono di una Poesia che non riesce a colpire perchè troppo spesso la risposta “valida” è annacquata in una proposta troppo grande, troppo qualunquista, troppo scialba. Se riusciremo ad essere meno “poeti” e più innamorati della Poesia forse finalmente le potremo fare quel regalo che da troppi anni, come sposa fedele, attende.
[Matteo Fantuzzi]